venerdì 12 febbraio 2010

la più piccola sostanza

Sono stato al Teatro delle Moline questa sera, per vedere lo spettacolo vincitore del Festival Iceber 2009 sezione spettacolo.

Lo riassumerò in 21 parole:
un violinista, un suonatore di organo a pedale e un sacco di quadrati rossi che si spostano orizzontalmente su dei fili.

Lo riassumerò in 17 parole:
due musicisti e un sacco di quadrati rossi, mossi orizzontalmente, a tempo di musica ma anche no.

Lo riassumerò in 6 parole:
due musicisti e dei quadrati rossi.

Lo riassumerò in 2 parole:
una merda.

Forse sono io ad essere ignorante, insensibile, incapace di comprendere, lontano da messaggi artistici di elevata caratura.
Ma NON si possono muovere quadrati rossi per 30 minuti senza che uno passi per i 4 stadi dello spettatore disilluso: rilassamento, risa incontrollata, malinconia spietata, rabbia.
L'incomunicabilità, la distanza, la necessità della ricerca di un contatto, di una relazione. Quadrati come esseri viventi, che si cercano, si confrontano, scappano, passano indifferenti.
Quadrati rossi fissi nello spazio, quadrati che scivolano via veloci, quadrati come metafore, nella ciclicità di un tempo [LUNGHISSIMO] che richiama la vita.

MA CHE DUE COGLIONI!
Il teatro è morto ieri sera alle Moline.
Speriamo risorga presto.

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